
Il Norge e la figura di Roald Amundsen sono strettamente legati a una delle imprese più affascinanti dell’epoca delle grandi esplorazioni: la prima traversata del Polo Nord in dirigibile, nel 1926. È una storia che unisce sogno, scienza, nazionalismo e anche una certa dose di dramma umano. Ti racconto tutto in modo completo ma fluido.
1. Roald Amundsen: il pioniere dell’estremo
Roald Amundsen (1872–1928) era già uno degli esploratori polari più celebri della storia prima ancora del Norge.
Primi successi: nel 1903–06 fu il primo a completare la traversata del Passaggio a Nord-Ovest, collegando gli oceani Atlantico e Pacifico attraverso l’Artico canadese.
Il Polo Sud: nel 1911 fu il primo uomo a raggiungere il Polo Sud, battendo sul tempo il britannico Robert Falcon Scott. Questa vittoria lo consacrò come un eroe nazionale norvegese.
Dopo queste imprese, Amundsen rivolse la sua attenzione al Polo Nord, che restava l’ultimo grande mistero geografico del pianeta.
2. La nuova sfida: il Polo Nord
Nei primi anni ’20 Amundsen sognava di raggiungere il Polo Nord per via aerea. Tentò prima con idrovolanti Dornier nel 1925, insieme al suo compagno di viaggio Lincoln Ellsworth. Partirono dalle isole Svalbard, ma non riuscirono ad arrivare al Polo e furono costretti a un ritorno drammatico che quasi costò loro la vita.
Dopo quell’esperienza, Amundsen cercò un mezzo più affidabile: il dirigibile.
3. Il progetto del Norge
Il dirigibile Norge nacque in Italia. Fu progettato e costruito dall’aeronauta e ingegnere Umberto Nobile, già esperto pioniere dei voli in dirigibile.
Era un dirigibile semi-rigido, lungo circa 106 metri, spinto da tre motori a elica e con una lunga gondola abitabile appesa sotto l’enorme involucro pieno di idrogeno.
Nobile e la ditta italiana che l’aveva costruito accettarono di cederlo in uso per la spedizione di Amundsen, a condizione che la bandiera italiana sventolasse accanto a quelle norvegese e statunitense.
Il finanziamento principale venne dall’americano Lincoln Ellsworth, amico di Amundsen e mecenate appassionato di esplorazioni.
4. La spedizione del Norge (1926)
Il piano era audace: partire da Roma e, dopo varie tappe, sorvolare il Polo Nord fino a Nome (Alaska), tracciando una rotta mai percorsa prima in senso longitudinale sull’Artico.
Ecco le tappe principali:
Roma → Oslo → Leningrado → Ny-Ålesund (Svalbard)
Qui il Norge fu rimontato e preparato per il grande volo polare.
11 maggio 1926: il Norge decolla da Ny-Ålesund con a bordo 16 uomini (tra cui Amundsen, Nobile, Ellsworth e il fotografo Bjerke).
12 maggio 1926: il dirigibile sorvola il Polo Nord. I membri dell’equipaggio gettano bandiere norvegese, statunitense e italiana sul ghiaccio sottostante – un gesto simbolico, poiché non potevano atterrare.
Dopo il Polo, la rotta prosegue verso l’Alaska. Le condizioni meteorologiche peggiorano, ma il Norge riesce a resistere.
14 maggio 1926: atterra san e salvo nei pressi di Teller, Alaska, poco distante da Nome.
Era la prima traversata completa del Polo Nord e la prima volta che si sorvolava interamente l’Artico da Europa ad America.
5. Le controversie dopo il trionfo
L’impresa, pubblicizzata come collaborazione internazionale, divenne presto oggetto di tensioni:
Amundsen la considerava una conquista scientifica e simbolica norvegese.
Nobile, invece, sosteneva che si trattasse soprattutto di un successo tecnico italiano, grazie al dirigibile da lui progettato.
Nacquero aspre polemiche e reciproche accuse sui meriti dell’impresa. La disputa infastidì profondamente Amundsen, che si sentiva defraudato del riconoscimento storico.
6. Il dramma finale: il volo del “Italia” e la morte di Amundsen
Nel 1928 Umberto Nobile organizzò una nuova spedizione al Polo Nord con un dirigibile gemello, l’Italia, di costruzione analoga al Norge. La missione, però, si concluse tragicamente: il dirigibile precipitò sul pack, alcuni uomini morirono, altri restarono dispersi.
Quando la notizia arrivò in Norvegia, Amundsen — nonostante i contrasti passati — si unì immediatamente alla missione di soccorso. Partì a bordo di un idrovolante francese Latham 47, ma il velivolo scomparve nel nulla sopra il Mare di Barents il 18 giugno 1928.
Non furono mai trovati né lui né i suoi compagni. È quasi certo che l’aereo sia precipitato in mare.
7. Eredità
Il Norge segnò la fine dell’“età eroica” dell’esplorazione polare: da lì in poi, l’Artico divenne un luogo d’indagine scientifica più che di conquista.
Amundsen rimase uno dei più grandi esploratori di tutti i tempi: fu il primo a raggiungere entrambi i poli del pianeta. Nobile, invece, continuò a lavorare come ingegnere e docente, restando figura controversa ma rispettata per i suoi contributi aeronautici.
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